Pedofilia___
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Pedofilia___
La pedofilia è l'attrazione sessuale verso bambini in età pubere o pre-pubere, cioè di età generalmente inferiore a 13 anni circa. La parola pedofilia deriva dal greco παις (fanciullo) e φιλία (amicizia, affetto). Un termine simile, di significato leggermente diverso ma correlato, è il termine pederastia.
In ambito psichiatrico è catalogata nel gruppo delle parafilie, ovvero tra i disturbi del desiderio sessuale. Nell'accezione comune, al di fuori dall’ambito psichiatrico, talvolta il termine pedofilia si discosta dal significato letterale e viene utilizzato per indicare quegli individui che abusano sessualmente di un bambino, o che commettono reati legati alla pedo-pornografia. Questo uso del termine è inesatto. La psichiatria e la criminologia distinguono i pedofili dai child molester (molestatori o persone che abusano di bambini). Le due categorie non sono coincidenti. La pedofilia è una preferenza sessuale dell’individuo o un disturbo psichico, non un reato. Il termine medico, infatti, definisce l’orientamento della libido del soggetto, non un comportamento oggettivo, e vi sono soggetti pedofili che non attuano condotte illecite, come si hanno casi di abusi su bambini compiuti da individui non affetti da pedofilia.
Spesso il termine pedofilia viene usato per definire un'intera tipologia di reati, cioè gli atti illeciti che sono conseguenza del desiderio sessuale pedofilo. Anche se questi atti illeciti possono comprendere atti gravissimi di violenza, il coinvolgimento del minore in attività sessuali - anche non caratterizzate da alcun tipo di violenza o minaccia - è di per sé considerato reato. "L'abuso sessuale costituisce sempre e comunque un attacco confusivo e destabilizzante alla personalità del minore e al suo percorso evolutivo"
Pratiche diffuse fra i pedofili
Gli psicologi distinguono tre tipologie di pedofilia: latente, attiva e killer.
La prima è quella caratterizzata da una morbosa passione per i ragazzini, ma fortunatamente resta a livello di fantasie erotiche (latente viene dal verbo latino "lateo", cioè nascondo).
La pedofilia attiva, dalla quale si può passare in qualunque momento dalla latente, è quella che si realizza in violenze sia psichiche che fisiche a danno dei bambini; ad esempio somministrando loro droga e/o sostanze afrodisiache che li stordiscano in modo da facilitare l'abuso sessuale.
Il tipo killer è l'ultimo stadio, quello più tragico, perché il pedofilo diventa un sadico e spietato assassino il cui massimo godimento rappresenta la morte della vittima.
Tra le pratiche diffuse vi è anche quella di filmare gli abusi per serbarne memoria, per una condivisione tra pedofili o per una commercializzazione ad esempio attraverso internet pare essere una modalità particolarmente usata negli ultimi anni. Il mercato della pedo-pornografia su internet presenta un indice di crescita elevato.
articolo completo: Wikipedia-Pedofilia
In ambito psichiatrico è catalogata nel gruppo delle parafilie, ovvero tra i disturbi del desiderio sessuale. Nell'accezione comune, al di fuori dall’ambito psichiatrico, talvolta il termine pedofilia si discosta dal significato letterale e viene utilizzato per indicare quegli individui che abusano sessualmente di un bambino, o che commettono reati legati alla pedo-pornografia. Questo uso del termine è inesatto. La psichiatria e la criminologia distinguono i pedofili dai child molester (molestatori o persone che abusano di bambini). Le due categorie non sono coincidenti. La pedofilia è una preferenza sessuale dell’individuo o un disturbo psichico, non un reato. Il termine medico, infatti, definisce l’orientamento della libido del soggetto, non un comportamento oggettivo, e vi sono soggetti pedofili che non attuano condotte illecite, come si hanno casi di abusi su bambini compiuti da individui non affetti da pedofilia.
Spesso il termine pedofilia viene usato per definire un'intera tipologia di reati, cioè gli atti illeciti che sono conseguenza del desiderio sessuale pedofilo. Anche se questi atti illeciti possono comprendere atti gravissimi di violenza, il coinvolgimento del minore in attività sessuali - anche non caratterizzate da alcun tipo di violenza o minaccia - è di per sé considerato reato. "L'abuso sessuale costituisce sempre e comunque un attacco confusivo e destabilizzante alla personalità del minore e al suo percorso evolutivo"
Pratiche diffuse fra i pedofili
Gli psicologi distinguono tre tipologie di pedofilia: latente, attiva e killer.
La prima è quella caratterizzata da una morbosa passione per i ragazzini, ma fortunatamente resta a livello di fantasie erotiche (latente viene dal verbo latino "lateo", cioè nascondo).
La pedofilia attiva, dalla quale si può passare in qualunque momento dalla latente, è quella che si realizza in violenze sia psichiche che fisiche a danno dei bambini; ad esempio somministrando loro droga e/o sostanze afrodisiache che li stordiscano in modo da facilitare l'abuso sessuale.
Il tipo killer è l'ultimo stadio, quello più tragico, perché il pedofilo diventa un sadico e spietato assassino il cui massimo godimento rappresenta la morte della vittima.
Tra le pratiche diffuse vi è anche quella di filmare gli abusi per serbarne memoria, per una condivisione tra pedofili o per una commercializzazione ad esempio attraverso internet pare essere una modalità particolarmente usata negli ultimi anni. Il mercato della pedo-pornografia su internet presenta un indice di crescita elevato.
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