se gran parte della responsabilità fosse delle Scuole di psicoterapia?

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se gran parte della responsabilità fosse delle Scuole di psicoterapia?

Messaggio Da alessia79 il Lun Mar 17, 2008 4:00 pm

La situazione è divenuta oramai insostenibile ed è giusto svelare i retroscena di questo scarica barile che tutto fa, meno che il bene della Psicologia e degli psicologi.

Per l’ennesima volta ci dobbiamo cucire la bocca per non urlare lo sdegno e lo sgomento!
Nasce il Master in Consulenza filosofica, lanciato dall’Università Cà Foscari di Venezia, e addirittura il Messaggero dedica un articolo ai limiti del grottesco su questa figura.

Se andiamo a vedere su Internet, è pieno di counselor-qualcosa e quello filosofico è l’ultima arrivata delle mode mediatiche. Alla pagina http://www.sicof.it/scuola/welcome.htm, per esempio, trovate la Scuola Superiore di Counseling Filosofico, riconosciuta dalla Società Italiana di Counseling Filosofico, riconosciuta a sua volta dalla Società Italiana di Counseling.
Ci troviamo davanti al gioco delle scatole cinesi: io mi invento il Counseling Geofisico, apro un’associazione ad hoc per dargli tono, un collega apre un’associazione italiana attinente che mi accredita e così via…

Se poi andiamo a vedere nella sostanza le materie insegnate in questa Scuola troviamo Teoria e metodologia della pratica filosofica, Filosofia applicata, Teoria e tecnica del colloquio, Basi filosofiche della Psicologia, Psicologia Generale, Propedeutica alla Psicopatologia, Patologia generale, Lettura testi, Dialogo socratico, Filosofia nelle aziende e organizzazioni, Supervisione casi, Training individuale, Psicologia dell’età evolutiva, Psicologia sociale e dei gruppi, Psicologia dinamica.

Ecco, ditemi se è possibile dover digerire simili prese in giro! Siamo veramente gli zimbelli delle professioni riconosciute, gli unici che riescono a farsi clonare da chiunque senza fare nulla.

La situazione è purtroppo difficile e complessa, ma bisogna pure avere l’onestà di spiegare ai 50.000 colleghi iscritti all’Ordine – soprattutto ai più giovani – di chi sono le responsabilità di tale scempio!
Non basta più scaricare l’intero barile sull’inefficacia delle leggi che non permettono di tutelarci adeguatamente (come praticamente fece il CNSP al Convegno di Napoli a cui AP ha preso parte).
Sicuramente sono di difficile applicazione, ma c’è ben altro a monte del fenomeno counseling. Andiamo quindi a conoscere lo scenario di riferimento…

Innanzitutto è bene chiarire che non vi è alcun obbligo formativo per divenire counsellor (in altre parole, chiunque può definirsi counselor senza alcun corso e senza iscriversi a Sico e/o Aico).
Nella realtà dei fatti, non esiste un campo di attività specifico per il counselling, tuttavia proprio questa sua non-definizione e non-riconoscimento gli ha permesso di ramificarsi flessibilmente in ogni campo professionale.

In Italia, ad esempio, la Società Italiana di Counselling (SICO - http://www.psico.it/) propone - proprio come si fa con discipline scientifiche autonome - una articolazione strutturata dell’attività:

counselling individuale, di coppia, di famiglia, di gruppo;
counselling di comunità (scuole, istituzio-ni, organizzazioni);
counselling aziendale (piccole, medie e grandi industrie, o in ogni caso unità lavorative strutturate);
counselling sessuologico (relativo alla coppia e alle varie tendenze sessuali o alle violenze e agli abusi sessuali);
counselling professionale per persone come per organizzazioni (in grado di gestire situazioni relazionali attraverso la propria professionalità);
counselling artistico, in grado di agevolare il benessere dell’individuo attraverso varie forme dell’arte: musica, teatro, poesia, danza, pittura, ed altre forme creative;
counselling sanitario.
Il counseling filosofico è quindi l’ultimo nato di un lungo processo di aggressione alle professioni PSY, che sta completamente togliendo l’esclusiva professionale su processi di cambiamento e relazioni di aiuto, propri di Psicologia e Psicoterapia.
Alcuni autori, addirittura, considerano per l’appunto l’intervento di counselling come terapia in setting di 1° livello.

Chi dobbiamo quindi ringraziare di questa paradossale escalation?

La responsabilità storica di aver avviato un processo di dequalificazione della formazione specialistica in psicoterapia e di aver invece elevato ad un rango quasi omologo quella del counseling è delle scuole di specializzazione riconosciute dal MIUR, che da tempo oramai offrono un prodotto formativo ridondante in counselling, immettendo sul mercato un numero sempre più elevato di counselors.

Ebbene si, avete letto bene! Fatevi un giro nei vari siti web delle Scuole di Specializzazione e troverete che gran parte di queste offrono anche percorsi di counseling aperti anche a non-psicologi…
Non è un caso che nei corsi di counseling vi siano docenti psicologi e psicoterapeuti
Non è un caso che nelle varie associazioni e società di counseling vi siano colleghi psicologi e psicoterapeuti

Le Scuole di specializzazione in psicoterapia hanno avuto, e sempre più hanno, la necessità di compensare il graduale ed inesorabile calo del numero di richieste di specializzazione con altre offerte formative rivolte ad utenti laureati e non (pedagogisti, sociologi, assistenti sociali, infermieri, educatori, ecc.).

D’altro canto il continuo fiorire di nuove Scuole di specializzazione riconosciute dal MIUR non fa altro che acuire il problema: il numero potenziale di specializzandi è in diminuzione e quindi si aprono le porte a non-psicologi vendendogli un “prodotto” lucente ed accattivante come la Psicologia e la Psicoterapia.

Addirittura ci sono movimenti politici e Ordini regionali (che si presenteranno candidamente alle prossime elezioni ordinistiche di fine 2005 e di cui parleremo nel dettaglio a stretto giro) che da anni stanno promuovendo “reti di counselor” ed avallando una dichiarata politica tale per cui i counselor sarebbero a noi contigui, sminuendo così il profilo di psicologi e psicoterapeuti e valorizzando quello dei counselor.
Se la comunità professionale degli psicologi (compresi questi signori), anni addietro, avessero da subito respinto le “pretese” dei primi counselor, relegandoli nell’angolino, oggi non esisterebbe il problema, sarebbero riconosciuti socialmente come operatori di basso livello rispetto a noi. Ed invece no, si è deciso di privilegiare gli interessi privati a quelli di categoria, si è deciso di allargare il mercato (personale) a discapito della categoria… e poco importa se spesso i consiglieri fanno parte di quelle medesime associazioni di categoria che hanno promosso lo slabbramento, l’importante è fare business e raccontare che “dei counselor parificati allo psicologo” ci renderanno più forti” (?!?).

La cosa che lascia maggiormente allibiti è che, anche le Scuole valide e di qualità (perché ci sono e non si vuole qui fare di tutta l’erba un fascio!) non hanno mai fatto nulla per calmierare questo mercato impazzito che pian piano sta distruggendo e dilaniando la nostra professione! Si sono adeguate alla china.
Se questo fosse successo nell'Ordine dei Medici sarebbero scattate subito delle forti reazioni " interne". La comunità professionale dei medici avrebbe messo in atto una quantità di anticorpi tale da fargli chiudere bottega da subito, appena cercavano di muovere i primi passi.

Ed anche del Comitato Nazionale Scuole di Psicoterapia (CNSP), “associazione nata per promuovere la qualità della formazione e difendere i legittimi interessi delle scuole” [Giornale CNOP 01/2005 p. 59], non si trova significativa traccia se non nella dicitura “difendere gli interessi delle scuole”. Ci propagandano una ricerca sull’efficacia della psicoterapia, una carta dei diritti degli allievi ed una degli utenti, ma sfido chiunque a dirmi se ne ha mai avuto notizia, se l’ha mai letta o, soprattutto, se l’hai mai vista tenuta di conto.
È da anni che si continua a parlare di qualità formativa, di etica delle scuole, di tutela di allievi ed utenti, ma se ci ritroviamo con l’acqua alla gola, cari signori, significa che qualcuno qui ha bluffato!

Ok, fatta chiarezza sul “chi ringraziare”, il problema rimane e di certo non scomparirà aspettando l’intervento di questi competenti colleghi.

Alcuni vorrebbero ridefinire l’intervento di counselling all’interno delle pratiche professionali regolamentate dalla L. 56/89 e dal DPR 328/2001 (magari nella sezione B dell’albo professionale), ma è proprio il suo essere “professione non riconosciuta e non regolamentata” che rende impossibile questo scenario. Non ce la faremmo mai!

E neppure la via legale per eventuale esercizio abusivo dell’attività di psicoterapeuta è una via percorribile, proprio per la difficoltà (se non impossibilità) nell’individuare e definire specifici confini, per non parlare poi del presentarli e farli comprendere a giudici, avvocati e legalesi vari…

Finché continueremo a cercare soluzioni esterne, quando invece il problema è stato generato ed è sostenuto internamente, avremo ben poche speranze di uscirne!
C’è da farsi un bell’esame di coscienza ed a stretto giro necessiteranno cambiamenti anche dolorosi! Certo qualcuno potrebbe non rimanerne contento, certo qualche interesse verrebbe scalfito ed intaccato, ma qui si sta parlando del futuro professionale di migliaia di colleghi e non del business di 200 scuole.

A stretto giro Altra Psicologia proporrà un progetto di riforma per il mondo della Psicoterapia e per quello parallelo del counseling.
Al momento vi invito a partecipare all’indagine sulla Qualità formativa nelle scuole di specializzazione in psicoterapia.

alessia79

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Psicologia vs Counseling ?

Messaggio Da Giovanni il Mer Mar 19, 2008 11:18 pm

ciao Alessia79 dopo questo post non capisco da che parte stai. sei una psicologa o un counselor? o entrambi? Ad ogni modo questa lettura mi ha fatto riflettere e sono andato a confrontare un percorso di laurea in scienze psicologiche della personalità e delle relazioni interpersonali per confrontarlo con un percorso di gestal couselor.
La scelta del corso di laurea è stata un attimino selezionata, dato che il counseling non è psicologia, ma con una metodologia psicologica lavora sul sociale. Un couselor non lavora sui disturbi psicologici, ma con individui sani, ha adeguate conoscenze per individuare se un individuo ha una psicopatologia e demandarlo a chi di competenza. Credo che già solo questo possa servire a fare la differenza tra le due professioni. E poi ancora, il corso di laurea differisce da un master. il corso di counseling è un master. con la differenza che vi si può accedere con il diploma, data la grande mole di lavoro esperenziale. Coumunque voglio mettere di seguito i due percorsi a confronto.

Università di padova
Scienze psicologiche della personalità e delle relazioni interpersonali


1 Argomenti di biologia per la psicologia
2 Biologia applicata
3 Criminologia
4 Fondamenti della Psicologia (base)
5 Informatica di base
6 Lingua Inglese
7 Lingua Inglese Avanzato
8 Metodi quantitativi in psicologia
9 Metodologia della ricerca in ambito clinico
10 Neuropsichiatria Infantile
11 Pedagogia generale
12 Psichiatia
13 Psicobiologia
14 Psicodinamica dello Sviluppo e delle Relazioni Familiari
15 Psicologia Clinica
16 Psicologia clinica avanzato
17 Psicologia del lavoro e delle organizzazioni ()
18 Psicologia della salute
19 Psicologia delle tossicodipendenze
20 Psicologia dello Sviluppo
21 Psicologia di Comunità
22 Psicologia Dinamica
23 Psicologia dinamica avanzato
24 Psicologia generale
25 Psicologia generale e psicologia della personalità
26 Psicologia Sociale
27 Psicometria
28 Psicopatologia generale e dello sviluppo
29 Seminario di Lingua inglese avanzato
30 Seminario di pedagogia generale
31 Sociologia della comunicazione
32 Sociologia della devianza
33 Sociologia generale
34 Storia della filosofia (per psicologi)
35 Tecniche della dinamica di gruppo
36 Tecniche di counseling familiare
37 Tecniche di indagine della personalità
38 Teoria e Tecniche dei Test di Personalità
39 Teoria e tecniche del colloquio psicologico

A.S.P.I.C. Associazione per lo Sviluppo Psicologico dell'Individuo e della Comunità
corso in Gestalt- counselling


1 Il modello umanistico integrato
2 Il modello rogersiano: l'empatia affettiva congruente
3 Definizione del colloquio di aiuto
4 La comunicazione e l'analisi del processo comunicativo
5 La dinamica del colloquio
6 Il setting e le regole del contratto
7 Alleanza e motivazione nella relazione di counseling
8 Il ciclo vitale e metamodello sistemico-ralazionale
9 Lo sviluppo psicologico del bambino (Mahler)
10 Stili di attaccamento, stili cognitivi, abilità di coping
11 Il counseling tra salutogenesi e patogenesi
12 Gruppi di auto mutuo aiuto
13 Introduzione ai diversi modelli di counselling
14 La Gestalt: radici storiche, evoluzione e integrazione con l'approccio rogersiano
15 Fenomenologia del ciclo gestaltico: i confini dell'io e la teoria del se'
16 Atteggiamenti strategie e tecniche in gestalt
17 Videodidattica
18 Cenni di farmacologia
19 Counseling nelle dipendenze
20 Elementi di psicosomatica
21 Approfondimento su counselling e salutogenesi
22 Monotematico su Enneagramma
23 Monotematico Analisi Transazionale
24 Counseling breve e modelli pluralistici integrati
25 Monotematico PNL
26 Genogramma
27 Il counselling nella comunità
28 Empowerment
29 Bilancio di competenze
30 Approfondimenti teorici sulle teorie del counseling ( videodidattica)
31 Supervisione
32 Deontologia ed etica professionale nel counselling

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Re: se gran parte della responsabilità fosse delle Scuole di psicoterapia?

Messaggio Da alessia79 il Gio Mar 20, 2008 9:15 am

non sono una psicologa. quel post non è mio. l'ho scaricato da un sito. ho voluto pubblicarlo perchè del counseling si dice anche questo. credo sia interessante. comunque sono d'accordo con quello che dici.

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