La metereopatia
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La metereopatia
La meteoropatia e' un disturbo che si manifesta in corrispondenza di bruschi cambiamenti atmosferici.
Il meteoropatico "soffre" al variare delle condizioni climatiche, e' una persona particolarmente ansiosa, sensibile e, piu' in generale, poco adattabile a nuovi eventi.
In questi soggetti, l'organismo sembra non sopportare ogni tipo di perturbazione (venti, variazione della pressione atmosferica, pioggia, umidita' e cielo annuvolato).
Ad esserne maggiormente vittime sono coloro che soffrendo di artrosi, reumatismi, allergie ed emicranie, subiscono l'acuirsi dei dolori( "metereopatia secondaria").
Cause:
Gli studi sulla meteoropatia sono ancora in corso, le cause del malessere, infatti, non sono del tutto chiare.
Ad ogni modo, in questi anni si sono fatte spazio piu' teorie:
Nei meteoropatici l'ipofisi, la ghiandola preposta alla produzione di antidolorifici naturali, ACTH ed endorfine, subisce dei condizionamenti.Cio' significa che con le perturbazioni, in particolare fredde, l'ipofisi produce un piu' grosso numero di ACTH, provocando un maggiore nervosismo ed un piu' intenso stato d'ansia.Allo stesso tempo diminuiscono le endorfine, ragione per cui si innalza la normale recettivita' del dolore.
Al variare delle stagioni, anche e soprattutto a causa della presenza di forti venti, l'atmofera e' colma di elettricita', questa viene trasmessa al nostro organismo che risponde con una minore sopportazione del dolore e l'abbassamento delle difese naturali
La meteoropatia pare presentarsi maggiormente d'inverno a causa dell'aumento d'umidita' che modifica la composizione dei liquidi e delle fibre collagene, elementi che donano elasticita' e robustezza alle articolazioni, tali modofiche, quindi, sembrano stimolare i recettori del dolore.
In tutti i casi si registra un'eccessiva sensibilita'.
Sintomatologia:
Dolori reumatici
Maggiore sofferenza provocata dall'artrosi
Nervosismo
Ansia
Depressione
Spossatezza fisica e mentale
Mancanza di concentrazione
Tachicardia
Emicrania
Colon irritabile
Cattiva digestione
Sinusite
Laringite
Rinite
Faringite
Bronchite
Otite
Tosse secca
Febbre
Dolore al torace
Insonnia
Acuirsi dei sintomi dei pollinosi (durante la primavera)
Attacchi influenzali (nella stagione invernale)
approfondimento su: farmacia.it
Il meteoropatico "soffre" al variare delle condizioni climatiche, e' una persona particolarmente ansiosa, sensibile e, piu' in generale, poco adattabile a nuovi eventi.
In questi soggetti, l'organismo sembra non sopportare ogni tipo di perturbazione (venti, variazione della pressione atmosferica, pioggia, umidita' e cielo annuvolato).
Ad esserne maggiormente vittime sono coloro che soffrendo di artrosi, reumatismi, allergie ed emicranie, subiscono l'acuirsi dei dolori( "metereopatia secondaria").
Cause:
Gli studi sulla meteoropatia sono ancora in corso, le cause del malessere, infatti, non sono del tutto chiare.
Ad ogni modo, in questi anni si sono fatte spazio piu' teorie:
Nei meteoropatici l'ipofisi, la ghiandola preposta alla produzione di antidolorifici naturali, ACTH ed endorfine, subisce dei condizionamenti.Cio' significa che con le perturbazioni, in particolare fredde, l'ipofisi produce un piu' grosso numero di ACTH, provocando un maggiore nervosismo ed un piu' intenso stato d'ansia.Allo stesso tempo diminuiscono le endorfine, ragione per cui si innalza la normale recettivita' del dolore.
Al variare delle stagioni, anche e soprattutto a causa della presenza di forti venti, l'atmofera e' colma di elettricita', questa viene trasmessa al nostro organismo che risponde con una minore sopportazione del dolore e l'abbassamento delle difese naturali
La meteoropatia pare presentarsi maggiormente d'inverno a causa dell'aumento d'umidita' che modifica la composizione dei liquidi e delle fibre collagene, elementi che donano elasticita' e robustezza alle articolazioni, tali modofiche, quindi, sembrano stimolare i recettori del dolore.
In tutti i casi si registra un'eccessiva sensibilita'.
Sintomatologia:
Dolori reumatici
Maggiore sofferenza provocata dall'artrosi
Nervosismo
Ansia
Depressione
Spossatezza fisica e mentale
Mancanza di concentrazione
Tachicardia
Emicrania
Colon irritabile
Cattiva digestione
Sinusite
Laringite
Rinite
Faringite
Bronchite
Otite
Tosse secca
Febbre
Dolore al torace
Insonnia
Acuirsi dei sintomi dei pollinosi (durante la primavera)
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Pubblicazioni scientifiche e divulgative tratte dagli studi del dottor Aldo Zecca di odontoiatria, medicina generale e salute.
Il soggetto meteorosensibile è quella persona che, per fattori costituzionali o acquisiti, ha una particolare labilità a contrarre la meteoropatia, patologia stimolata dalle variazioni climatiche. La sintomatologia meteoropatica, scatenata dai cambiamenti bruschi delle condizioni del tempo, ha una insorgenza acuta, una frequente anticipazione (nel senso che l'individuo interessato incomincia a soffrire prima che si realizzino i mutamenti climatici), e una rapida attenuazione o scomparsa con il cessare della condizione scatenante o con il subentrare di una condizione ambientale opposta. Posso dire, però, che a tutt'oggi non si hanno sicuri elementi che permettano di identificare una particolare personalità con la meteorolabilità. Il malato in genere è meteorosensibile, possono esserlo sia l'anziano che il bambino, e le condizioni stressanti determinano una predisposizione a questo tipo di sofferenza. Intensi e soprattutto bruschi squilibri atmosferici possono esplicare un'azione aggressiva nell'organismo umano, al punto da provocare in soggetti predisposti uno shock meteorologico. Le più note meteoropatie sono le ANEMOPATIE , come la sindrome dello scirocco, la sindrome del vento dell'est, la sindrome del Fhon, la sindrome del vento del sud e la sindrome del vento del deserto ; le SINDROMI DEI PERIODI TEMPORALESCHI, e le SINDROMI DEL FRONTE CICLONICO. Si parla poi di SINDROME METEOROPATICA SECONDARIA quando si configura un aggravamento acuto di malattie croniche infiammatorie o degenerative, come conseguenza di bruschi cambiamenti del clima: faccio riferimento alle crisi di difficoltà respiratoria negli asmatici e alle coliche epatiche o renali nei calcolotici.
Ogni organo o apparato che sia già cronicamente ammalato può essere bersaglio di manifestazioni meteoropatiche. In un substrato organico labile, il meccanismo di autoregolazione non è sempre in grado di fronteggiare il brusco variare delle condizioni ambientali e la gravità degli eventi patologici che ne scaturiscono è variabile: da un semplice stato di malessere generale a morte improvvisa. In modo particolare sono colpiti il SISTEMA NERVOSO, L'APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO E L'APPARATO RESPIRATORIO. Nel soggetto sano, in genere, alcune ore prima della comparsa dei mutamenti climatici possono presentarsi irrequietezza, irritabilità, insonnia, abnorme reattività a modesti stimoli esterni; con il sopraggiungere dello stress meteorologico si accusa debolezza, apatia, depressione o iperattività. I soggetti già malati peggiorano. La fase PRODROMICA, che si manifesta ore o giorni prima della perturbazione atmosferica, è causata dall'aumento degli ioni positivi nell'aria e si caratterizza per una serie di alterazioni funzionali respiratorie e per uno stato di ipereccitabilità neuropsichica.
La fase della SOFFERENZA VERA E PROPRIA si configura con uno stato di indebolimento, abbassamento della pressione arteriosa e , generalmente, depressione neuropsichica. I cambiamenti di temperatura, di pressione barometrica o del tasso di umidità possono essere all'origine della malattia. Nella fase della sindrome vera e propria si osserva una diminuita escrezione urinaria di catecolamine, come l'adrenalina e la noradrenalina, che sta a significare una insufficienza corticosurrenale, quindi una ridotta capacità di rispondere agli stress. Ancora, il soggetto meteoropatico può riferire cefalea, edemi, palpitazioni, vampate di calore, brividi, aumento della sudorazione, manifestazioni allergiche, sordità parziale, disturbi provocati dalla luce, aumento della quantità di urina prodotta, difficoltà nel movimento, difficoltà alla concentrazione, stato confusionale, debolezza generale e astenia muscolare, dovute anche alla tendenza all' ipoglicemia, cioè alla riduzione del tasso di zuccheri nel sangue.
Tratto da: LaProvincia
Ogni organo o apparato che sia già cronicamente ammalato può essere bersaglio di manifestazioni meteoropatiche. In un substrato organico labile, il meccanismo di autoregolazione non è sempre in grado di fronteggiare il brusco variare delle condizioni ambientali e la gravità degli eventi patologici che ne scaturiscono è variabile: da un semplice stato di malessere generale a morte improvvisa. In modo particolare sono colpiti il SISTEMA NERVOSO, L'APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO E L'APPARATO RESPIRATORIO. Nel soggetto sano, in genere, alcune ore prima della comparsa dei mutamenti climatici possono presentarsi irrequietezza, irritabilità, insonnia, abnorme reattività a modesti stimoli esterni; con il sopraggiungere dello stress meteorologico si accusa debolezza, apatia, depressione o iperattività. I soggetti già malati peggiorano. La fase PRODROMICA, che si manifesta ore o giorni prima della perturbazione atmosferica, è causata dall'aumento degli ioni positivi nell'aria e si caratterizza per una serie di alterazioni funzionali respiratorie e per uno stato di ipereccitabilità neuropsichica.
La fase della SOFFERENZA VERA E PROPRIA si configura con uno stato di indebolimento, abbassamento della pressione arteriosa e , generalmente, depressione neuropsichica. I cambiamenti di temperatura, di pressione barometrica o del tasso di umidità possono essere all'origine della malattia. Nella fase della sindrome vera e propria si osserva una diminuita escrezione urinaria di catecolamine, come l'adrenalina e la noradrenalina, che sta a significare una insufficienza corticosurrenale, quindi una ridotta capacità di rispondere agli stress. Ancora, il soggetto meteoropatico può riferire cefalea, edemi, palpitazioni, vampate di calore, brividi, aumento della sudorazione, manifestazioni allergiche, sordità parziale, disturbi provocati dalla luce, aumento della quantità di urina prodotta, difficoltà nel movimento, difficoltà alla concentrazione, stato confusionale, debolezza generale e astenia muscolare, dovute anche alla tendenza all' ipoglicemia, cioè alla riduzione del tasso di zuccheri nel sangue.
Tratto da: LaProvincia






