Il Mobbing
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Il Mobbing

Il fenomeno di mobbing è definito in letteratura quale sorta di terrorismo psicologico praticato nell'ambito del rapporto di lavoro ed il suo scopo è quello di allontanare la "vittima" dal posto di lavoro con ripercussioni a chi ne è oggetto in un danno alla salute psichica che spesso non viene immediatamente inquadrato come tale.
Con i mezzi di informazione il mobbing è stato conosciuto dal nostro paese soltanto di recente portando a degli approfondimenti conoscitivi di indubbio valore preventivo.
La parola "mobbing" è il participio presente del verbo inglese "to mob" che tradotto significa "assaltare insieme, aggredire in massa".
E' stato lo studioso tedesco Heinz Leymann che ha introdotto il termine mobbing nella medicina del lavoro in seguito a degli studi condotti in Svezia su questo problema. Nel 1994 il governo promulgò una legge sul mobbing con la quale, oltre che adottare misure di prevenzione, riconobbe il danno psichico come malattia professionale. Lo studioso Leymann con il termine mobbing vuole indicare quei comportamenti messi in atto sul posto di lavoro, caratterizzati da una violenza psicologica, spesso molto sottile, che portano all'annientamento della vittima designata. Mobbing, quindi, equivale a terrorismo e persecuzione psicologica sul posto di lavoro.
La vittima che è soggetta a questo tipo di aggressione riporta, oltre la grave lesione dei propri diritti, una serie di disturbi psichici o psicosomatici che sfociano nei casi estremi in una vera e propria patologia psichiatrica.
La caratteristica del mobbing è che si manifesta con una serie di azioni ripetute frequentemente, per un lungo periodo di tempo, compiute da una o più persone per danneggiare qualcuno con uno scopo ben preciso. E' un lungo processo diluito nel tempo che porta all'estromissione della vittima dal mondo del lavoro.
Le azioni che possono essere messe in atto nel mobbing sono prevalentemente di tre tipi:
- Viene attaccata la possibilità di comunicare: la comunicazione con il lavoratore viene bruscamente interrotta oppure può essere limitata soltanto ad un tono duro, freddo e scortese.
- Si attacca la reputazione del lavoratore mettendo in giro voci , si fanno dei pettegolezzi, si può passare a delle offese in modo da umiliare in tutti i modi la vittima.
- Si interviene attaccando le prestazioni cioè alla vittima gli viene tolta ogni tipo di attività lavorativa e per umiliarlo gli vengono affidati incarichi molto al di sotto della sua qualifica personale oppure talvolta per screditarla gli vengono affidati incarichi molto al di sopra delle sue capacità o qualificazioni.
Re: Il Mobbing
Il mobbing si può manifestare in diversi modi:
- Verticale quando la violenza psicologica viene fatta da un superiore nei confronti di un subordinato o viceversa messa in atto da un gruppo di dipendenti che ha lo scopo di vittimizzare il superiore.
- Orizzontale quando l'azione del fenomeno avviene tra pari grado e la vittima designata diventa il capro espiatorio di gelosie, tensioni e discriminazioni di gruppo.
- Collettivo quando il fenomeno viene attuato nei confronti di un intero gruppo di persone e molto spesso attuato come strategia aziendale con lo scopo di ridurre o razionalizzare gli organici.
Nel suo studio Ege ha modificato il modello dello svedese Leymann proponendo sei fasi che hanno origine da una condizione zero dove può iniziare il mobbing. La fase condizione zero può risentire dei fattori intrinseci ed estrinseci presenti nel mondo lavorativo. I fattori estrinseci sono rappresentati da fattori personali quali gelosie, ambizioni, antipatie, mentre i fattori intrinseci sono situazioni legate al mercato del lavoro come la precarietà lavorativa, il continuo ringiovanimento degli organici e così via. Le fasi proposte da Ege sono:
- Condizione zero: Conflitto fisiologico: rappresenta la situazione iniziale dove c'è la conflittualità generalizzata, normalmente presente, che non viene percepita come pericolosa. Conflittualità generalizzata, competitività esasperata, volontà di emergere costituiscono sicuramente un terreno fertile per generare il fenomeno mobbing.
- Conflitto mirato: è la fase in cui viene individuata la vittima ed è presente la coscienza più o meno di voler distruggere l'avversario.
- Inizio del mobbing: la vittima avverte la sensazione di disagio sempre più crescente e si instaura nei rapporti con i colleghi un inasprimento.
- Inizio dei disturbi psicosomatici: la vittima inizia ad avvertire l'insorgenza di problemi digestivi, insonnia, senso generale di insicurezza. Questi disturbi possono essere avvertiti nel tempo e può essere un periodo molto lungo e porta il soggetto ad assentarsi dal lavoro per malattia.
- Errori ed abusi dell'Amministrazione del Personale: la situazione conflittuale è ormai a conoscenza di tutti e le assenze per malattia diventano sempre più frequenti e prolungati nel tempo. Le prestazioni lavorative della vittima subiscono un calo sia qualitativo che quantitativo.
- Peggioramento dello stato psicofisico della vittima: la vittima è in uno stato di disperazione, lamenta disturbi di tipo depressivo.
- Esclusione dal mondo del lavoro: la vittima esce dal mondo del lavoro con le dimissioni volontarie, il licenziamento.
La vittima scaricherà inizialmente tutti i suoi disagi e le sue sofferenze nella famiglia che inizialmente sarà comprensiva, ma poi anch'essa tenderà nei casi estremi ad isolare l'individuo realizzando quello che è stato definito "Doppio mobbing".
La vittima nel corso delle diverse fasi del mobbing svilupperà un sentimento di autocolpevolizzazione cercando la causa del fenomeno nei propri comportamenti.
In Italia sono presenti diversi centri di ascolto dedicati a coloro che ritengono di essere vittima del mobbing e sono a Firenze, a Bologna, a Roma ed a Milano.
articolo completo: http://www.ilcounseling.it/articoli/mobbing.htm
- Verticale quando la violenza psicologica viene fatta da un superiore nei confronti di un subordinato o viceversa messa in atto da un gruppo di dipendenti che ha lo scopo di vittimizzare il superiore.
- Orizzontale quando l'azione del fenomeno avviene tra pari grado e la vittima designata diventa il capro espiatorio di gelosie, tensioni e discriminazioni di gruppo.
- Collettivo quando il fenomeno viene attuato nei confronti di un intero gruppo di persone e molto spesso attuato come strategia aziendale con lo scopo di ridurre o razionalizzare gli organici.
Nel suo studio Ege ha modificato il modello dello svedese Leymann proponendo sei fasi che hanno origine da una condizione zero dove può iniziare il mobbing. La fase condizione zero può risentire dei fattori intrinseci ed estrinseci presenti nel mondo lavorativo. I fattori estrinseci sono rappresentati da fattori personali quali gelosie, ambizioni, antipatie, mentre i fattori intrinseci sono situazioni legate al mercato del lavoro come la precarietà lavorativa, il continuo ringiovanimento degli organici e così via. Le fasi proposte da Ege sono:
- Condizione zero: Conflitto fisiologico: rappresenta la situazione iniziale dove c'è la conflittualità generalizzata, normalmente presente, che non viene percepita come pericolosa. Conflittualità generalizzata, competitività esasperata, volontà di emergere costituiscono sicuramente un terreno fertile per generare il fenomeno mobbing.
- Conflitto mirato: è la fase in cui viene individuata la vittima ed è presente la coscienza più o meno di voler distruggere l'avversario.
- Inizio del mobbing: la vittima avverte la sensazione di disagio sempre più crescente e si instaura nei rapporti con i colleghi un inasprimento.
- Inizio dei disturbi psicosomatici: la vittima inizia ad avvertire l'insorgenza di problemi digestivi, insonnia, senso generale di insicurezza. Questi disturbi possono essere avvertiti nel tempo e può essere un periodo molto lungo e porta il soggetto ad assentarsi dal lavoro per malattia.
- Errori ed abusi dell'Amministrazione del Personale: la situazione conflittuale è ormai a conoscenza di tutti e le assenze per malattia diventano sempre più frequenti e prolungati nel tempo. Le prestazioni lavorative della vittima subiscono un calo sia qualitativo che quantitativo.
- Peggioramento dello stato psicofisico della vittima: la vittima è in uno stato di disperazione, lamenta disturbi di tipo depressivo.
- Esclusione dal mondo del lavoro: la vittima esce dal mondo del lavoro con le dimissioni volontarie, il licenziamento.
La vittima scaricherà inizialmente tutti i suoi disagi e le sue sofferenze nella famiglia che inizialmente sarà comprensiva, ma poi anch'essa tenderà nei casi estremi ad isolare l'individuo realizzando quello che è stato definito "Doppio mobbing".
La vittima nel corso delle diverse fasi del mobbing svilupperà un sentimento di autocolpevolizzazione cercando la causa del fenomeno nei propri comportamenti.
In Italia sono presenti diversi centri di ascolto dedicati a coloro che ritengono di essere vittima del mobbing e sono a Firenze, a Bologna, a Roma ed a Milano.
articolo completo: http://www.ilcounseling.it/articoli/mobbing.htm






