BOLLETTINO PER LE FARMACODIPENDENZE E L'ALCOOLISMO ANNO XXIII 2000,n.3
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BOLLETTINO PER LE FARMACODIPENDENZE E L'ALCOOLISMO ANNO XXIII 2000,n.3
Generalità e tecniche specifiche
Il counseling rappresenta uno degli strumenti utilizzabili nel campo della riduzione del danno. Le ricerche sull’efficacia del counseling nelle dipendenze (relativamente ad altri tipi di trattamento) hanno confrontato differenti impostazioni teorico-pratiche in questo settore degli interventi, proponendo nuove strategie sostenute con adeguate sperimentazioni. La possibilità del counseling, sia di gruppo che individuale, aumenta la frequenza ai servizi e l’efficacia degli interventi. Il counseling familiare funziona sia con gli adulti che con gli adolescenti ed è un valido strumento, in termini di costo-beneficio, in aggiunta al trattamento con metadone.
Tra le tecniche più utilizzate ed efficaci si segnalano:
a) la tecnica cognitivo-comportamentista del colloquio motivazionale (motivational interviewing), approccio di counseling direttivo client-oriented per promuovere il cambiamento, aiuta il paziente a risolvere l’ambivalenza; il suo utilizzo è sostenuto anche dalla necessità di intervento in brevi periodi di tempo (spesso i pazienti sono visti in setting dove il tempo a disposizione è limitato);
b) il metodo del case management che dà buoni risultati in relazione al miglioramento del funzionamento occupazionale (se confrontato con metodi più tradizionali) ed alla realizzazione di obiettivi specifici per il paziente;
c) la tecnica del node-link-mapping che consiste nel disegnare, durante le sedute di counseling, un tracciato spazio-verbale per rappresentare visivamente la correlazione tra idee, affetti, fatti ed esperienze dei pazienti tossicodipendenti. Il metodo consente buoni risultati specialmente con alcune categorie di pazienti, quali, ad esempio, quelli con problemi di attenzione, con problemi associati all’uso di cocaina durante il trattamento, in trattamento metadonico, con basso livello scolare o appartenenti a minoranze etniche.
Campi di intervento del counseling
Trattamento con metadone
L’obiettivo del counseling individuale o di gruppo per i pazienti in trattamento con metadone (in particolare nei programmi a mantenimento) è fondamentalmente quello di modificare il comportamento del paziente in relazione all’uso di droghe, alla situazione occupazionale, alla frequenza di attività illegali ed al miglioramento delle relazioni familiari e sociali.
Il counseling durante il trattamento metadonico rappresenta una modalità specialistica di terapia e riabilitazione delle tossicodipendenze basata su coordinamento della cura, utilizzo della relazione counselor-utente, attenzione allo stadio di recupero, intervento strutturato e flessibile, facilitazione delle risorse del paziente. I trattamenti metadonici integrati con attività di counseling sono, se non più efficaci in termini di utilizzo di sostanze, sicuramente più frequentati e più graditi al paziente.
Abuso di cocaina
Il counseling, sia individuale che di gruppo, è efficace nel limitare l’uso della sostanza durante il trattamento della dipendenza da cocaina: tutti i soggetti che rimangono in trattamento e completano il programma mostrano un miglioramento in termini di uso di sostanze e funzionamento psicologico.
Il counseling individuale e di gruppo nel trattamento dei cocainomani, può utilizzare strumenti non tradizionali ("maps" e "conceptual matrices"), per favorire la comprensione personale del comportamento di assunzione di alcool e cocaina o servirsi della tecnica cognitivo-comportamentale.
Trattamenti specifici per le donne
Gli obiettivi principali degli interventi di counseling rivolti specificamente alle donne con problemi di dipendenza sono l’aumento dell’auto-consapevolezza e delle capacità, l’acquisizione di conoscenze, la riduzione dell’isolamento, attraverso l’allargamento della rete interpersonale. Programmi specifici possono essere rivolti alle donne gravide e alle donne appartenenti a minoranze etniche. La partecipazione ad un trattamento per la tossicodipendenza durante la gravidanza è associata ad un esito favorevole della gravidanza stessa. Anche in questo ambito le diverse tipologie di intervento di counseling proposte (programma di case-management basato sulla organizzazione di visite a domicilio, counseling telefonico, trasporto delle pazienti a visite ed appuntamenti e la individuazione di operatori di riferimento) possono contribuire significativamente alla ritenzione in trattamento durante la gravidanza ed al suo buon esito (meno probabilità di avere figli sottopeso e di nascite premature).
Riduzione del rischio sessuale e prevenzione HIV
Gli interventi di counseling per la prevenzione dell’infezione da HIV sono efficaci nell’influenzare il cambiamento comportamentale e nel ridurre la frequenza di comportamenti a rischio legati all’uso di droghe e di comportamenti sessuali a rischio. Il counseling in questo settore si basa sull’educazione sanitaria relativa a HIV/AIDS, ai comportamenti legati alla trasmissione del virus e su informazioni per ridurre il rischio di contagio. I counselor devono, inoltre, incoraggiare gli utenti ad eseguire il test HIV. La formazione degli operatori in questo campo è fondamentale, al fine di aumentare la coscienza dello staff sull’importanza del counseling sessuale e di ridurre la percezione di difficoltà a discutere di questi argomenti.
Approccio alle minoranze etniche
I trattamenti per le tossicodipendenze si adeguano con difficoltà a soggetti appartenenti a minoranze etniche; è opportuno, pertanto, adottare specifiche modalità di approccio per ridurre le barriere comunicative sociali, culturali e razziali, migliorando l’interazione counselor - utente e, di conseguenza, l’efficacia del trattamento.
Diagnosi e doppia diagnosi
La capacità di identificazione della comorbilità psichiatrica, situazione molto frequente nella popolazione tossicodipendente, è uno strumento utile ad accorciare i tempi di diagnosi e trattamento.
La capacità da parte del counselor di riconoscere un danno cognitivo od altri disturbi psichiatrici, sulla base delle informazioni raccolte durante l’anamnesi psicosociale ed il colloquio clinico, è utile in una fase preliminare di screening.
per approfondire: http://www.unicri.it/min.san.bollettino/bulletin_it/2000-3/il_counseling.htm
Il counseling rappresenta uno degli strumenti utilizzabili nel campo della riduzione del danno. Le ricerche sull’efficacia del counseling nelle dipendenze (relativamente ad altri tipi di trattamento) hanno confrontato differenti impostazioni teorico-pratiche in questo settore degli interventi, proponendo nuove strategie sostenute con adeguate sperimentazioni. La possibilità del counseling, sia di gruppo che individuale, aumenta la frequenza ai servizi e l’efficacia degli interventi. Il counseling familiare funziona sia con gli adulti che con gli adolescenti ed è un valido strumento, in termini di costo-beneficio, in aggiunta al trattamento con metadone.
Tra le tecniche più utilizzate ed efficaci si segnalano:
a) la tecnica cognitivo-comportamentista del colloquio motivazionale (motivational interviewing), approccio di counseling direttivo client-oriented per promuovere il cambiamento, aiuta il paziente a risolvere l’ambivalenza; il suo utilizzo è sostenuto anche dalla necessità di intervento in brevi periodi di tempo (spesso i pazienti sono visti in setting dove il tempo a disposizione è limitato);
b) il metodo del case management che dà buoni risultati in relazione al miglioramento del funzionamento occupazionale (se confrontato con metodi più tradizionali) ed alla realizzazione di obiettivi specifici per il paziente;
c) la tecnica del node-link-mapping che consiste nel disegnare, durante le sedute di counseling, un tracciato spazio-verbale per rappresentare visivamente la correlazione tra idee, affetti, fatti ed esperienze dei pazienti tossicodipendenti. Il metodo consente buoni risultati specialmente con alcune categorie di pazienti, quali, ad esempio, quelli con problemi di attenzione, con problemi associati all’uso di cocaina durante il trattamento, in trattamento metadonico, con basso livello scolare o appartenenti a minoranze etniche.
Campi di intervento del counseling
Trattamento con metadone
L’obiettivo del counseling individuale o di gruppo per i pazienti in trattamento con metadone (in particolare nei programmi a mantenimento) è fondamentalmente quello di modificare il comportamento del paziente in relazione all’uso di droghe, alla situazione occupazionale, alla frequenza di attività illegali ed al miglioramento delle relazioni familiari e sociali.
Il counseling durante il trattamento metadonico rappresenta una modalità specialistica di terapia e riabilitazione delle tossicodipendenze basata su coordinamento della cura, utilizzo della relazione counselor-utente, attenzione allo stadio di recupero, intervento strutturato e flessibile, facilitazione delle risorse del paziente. I trattamenti metadonici integrati con attività di counseling sono, se non più efficaci in termini di utilizzo di sostanze, sicuramente più frequentati e più graditi al paziente.
Abuso di cocaina
Il counseling, sia individuale che di gruppo, è efficace nel limitare l’uso della sostanza durante il trattamento della dipendenza da cocaina: tutti i soggetti che rimangono in trattamento e completano il programma mostrano un miglioramento in termini di uso di sostanze e funzionamento psicologico.
Il counseling individuale e di gruppo nel trattamento dei cocainomani, può utilizzare strumenti non tradizionali ("maps" e "conceptual matrices"), per favorire la comprensione personale del comportamento di assunzione di alcool e cocaina o servirsi della tecnica cognitivo-comportamentale.
Trattamenti specifici per le donne
Gli obiettivi principali degli interventi di counseling rivolti specificamente alle donne con problemi di dipendenza sono l’aumento dell’auto-consapevolezza e delle capacità, l’acquisizione di conoscenze, la riduzione dell’isolamento, attraverso l’allargamento della rete interpersonale. Programmi specifici possono essere rivolti alle donne gravide e alle donne appartenenti a minoranze etniche. La partecipazione ad un trattamento per la tossicodipendenza durante la gravidanza è associata ad un esito favorevole della gravidanza stessa. Anche in questo ambito le diverse tipologie di intervento di counseling proposte (programma di case-management basato sulla organizzazione di visite a domicilio, counseling telefonico, trasporto delle pazienti a visite ed appuntamenti e la individuazione di operatori di riferimento) possono contribuire significativamente alla ritenzione in trattamento durante la gravidanza ed al suo buon esito (meno probabilità di avere figli sottopeso e di nascite premature).
Riduzione del rischio sessuale e prevenzione HIV
Gli interventi di counseling per la prevenzione dell’infezione da HIV sono efficaci nell’influenzare il cambiamento comportamentale e nel ridurre la frequenza di comportamenti a rischio legati all’uso di droghe e di comportamenti sessuali a rischio. Il counseling in questo settore si basa sull’educazione sanitaria relativa a HIV/AIDS, ai comportamenti legati alla trasmissione del virus e su informazioni per ridurre il rischio di contagio. I counselor devono, inoltre, incoraggiare gli utenti ad eseguire il test HIV. La formazione degli operatori in questo campo è fondamentale, al fine di aumentare la coscienza dello staff sull’importanza del counseling sessuale e di ridurre la percezione di difficoltà a discutere di questi argomenti.
Approccio alle minoranze etniche
I trattamenti per le tossicodipendenze si adeguano con difficoltà a soggetti appartenenti a minoranze etniche; è opportuno, pertanto, adottare specifiche modalità di approccio per ridurre le barriere comunicative sociali, culturali e razziali, migliorando l’interazione counselor - utente e, di conseguenza, l’efficacia del trattamento.
Diagnosi e doppia diagnosi
La capacità di identificazione della comorbilità psichiatrica, situazione molto frequente nella popolazione tossicodipendente, è uno strumento utile ad accorciare i tempi di diagnosi e trattamento.
La capacità da parte del counselor di riconoscere un danno cognitivo od altri disturbi psichiatrici, sulla base delle informazioni raccolte durante l’anamnesi psicosociale ed il colloquio clinico, è utile in una fase preliminare di screening.
per approfondire: http://www.unicri.it/min.san.bollettino/bulletin_it/2000-3/il_counseling.htm






