TOSSICODIPENDENZA DA EROINA

Inviare un nuovo argomento   Rispondere all’argomento

Vedere l’argomento precedente Vedere l’argomento seguente Andare in basso

TOSSICODIPENDENZA DA EROINA

Messaggio Da Giovanni il Sab Feb 23, 2008 12:07 pm

COUNSELING NELLA TOSSICODIPENDENZA DA EROINA
Non esiste in Italia una figura equivalente a quella del Counselor dei servizi americani per le tossicodipendenze: si tratta dell'operatore che segue più da vicino il paziente tossicodipendente, e che si può definire plurispecializzato o pluriformato, perché le sue conoscenze devono comprendere uno scibile che va dalle tecniche di gestione del colloquio alle conoscenze medico-farmacologiche in materia di td, dalle competenze sociologiche, a quelle legislative, e soprattutto la motivazione, la dedizione e la predisposizione alla comunicazione.
Spulciando la letteratura in materia, e rapportando il tutto nel contesto italiano ho individuato e attivato nel corso dei miei interventi le seguenti funzioni fondamentali del counseling:
- fornire al paziente informazioni cliniche e scientifiche sul concetto di tossicodipendenza, mirate all'acquisizione da parte del paziente di una presa di coscienza del suo stato di malattia e delle possibilità terapeutiche da utilizzare per contrastarla;
- informazioni pratiche su come ridurre i danni connessi all'utilizzo di sostanze da strada, in attesa di una sua piena adesione al programma terapeutico;
- revisione delle conoscenze del paziente in merito alle sostanze, alla tossicomania e ai possibili percorsi da intraprendere per un affrancamento dalla malattia;
- scardinare le opinioni errate frutto di miti che provengono dalla cultura della strada e dal senso comune;
- suggerimento di modelli comportamentali tesi al cambiamento dello stile di vita tossicomanico;
- sostegno e informazione anche nei confronti dei familiari del paziente, che nella maggior parte dei casi hanno recepito modelli di spiegazione della tossicodipendenza non scientifici.
La tossicodipendenza, nell'opinione di senso comune, è un "vizio" (questo concetto è interiorizzato purtroppo anche da molti operatori) e il tossicodipendente va trattato di conseguenza. Da questo assunto "ascientifico", sono nate persino una serie di risposte cosiddette "terapeutiche", con una metodologia ben precisa, messe in atto dalle Comunità di recupero.
A questo punto, è utile un breve excursus storico sulla nascita e sullo sviluppo del modello di intervento comunitario.
Attorno al 1958, Charles Dederich fonda negli Stati Uniti la Synanon, prima comunità rivolta ai trattamenti specifici delle tossicodipendenze. Da lì a poco, sorgeranno in america e nel resto del mondo tutta una serie di comunità centrate tutte sul modello Synanon, che prevede:
- rifiuto sostanziale dell'apporto farmacologico (se proprio necessario, limitato all'impiego una tantum di medicinali blandi);
- utilizzo di riunioni di gruppo (synanon game)
- rigida gerarchia interna all'organizzazione
- impiego di programmi di tipo comportamentale, imperniati sulla messa in atto di tecniche mirate alla destrutturazione e successiva ricostruzione della personalità dell'individuo , e centrate sulla messa in atto di una serie di semplici (ma efficaci) tecniche di addomesticamento delle menti e dei corpi degli ospiti.

per approfondire: http://www.psychomedia.it/pm/human/sociol/esperienze.htm

Giovanni
Admin

Messaggi : 181
Registrato il : 13/02/08
Età : 27
Località : Bologna

Tornare in alto Andare in basso

Vedere l’argomento precedente Vedere l’argomento seguente Tornare in alto


Inviare un nuovo argomento   Rispondere all’argomento
Permesso del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum