Terapia di gruppo
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Terapia di gruppo
Terapia di Gruppo: le tipologie di gruppo
Gruppi direttivi/gruppi non direttivi: nei direttivi e' il terapeuta a dirigere la comunicazione tra le persone, e' lui quindi che fa domande, stabilisce i tempi, indica chi puo' intervenire.
Nei non direttivi la comunicazione tra le persone e' libera ed il terapeuta supervisiona la comunicazione intervenendo solo quando e' il caso di focalizzare o approfondire un argomento preciso.
Gruppi aperti/gruppi chiusi: nei gruppi aperti la persona puo' inserirsi nel gruppo ed uscire quando vuole, in quelli chiusi il lavoro di gruppo comincia e termina lo stesso giorno per tutti.
Gruppi omogenei/gruppi disomogenei: nei gruppi omogenei tutte le persone affrontano lo stesso problema, in quelli disomogenei, possono esservi persone con problemi diversi tra loro.
Gruppi verbali/gruppi agiti: nei gruppi verbali si esprimono le emozioni tramite la parola, mentre nei non verbali, le emozioni possono essere "agite" e messe in azione tramite role-playing (giochi di ruolo), o come in psicodramma tramite una sorta di "recitazione".
Gruppi di mutuo-aiuto: in questo caso puo' non c'e' un terapeuta a guidare il gruppo ma un "helper", cioe' una persona che ha affrontato in gruppo il problema e lo ha superato.
Diviene lui allora il "facilitatore della comunicazione" del gruppo.
Tra i gruppi non direttivi citiamo il T-group, definito anche "gruppo di addestramento alla sensibilita'", tecnica inventata negli anni '40 da K. Lewin.
T-group: i T-group sono esperienze di gruppo non direttive e formate da poche persone, centrate sul "qui ed ora", in cui i partecipanti si misurano con le dinamiche relazionali che stanno alla base del gruppo stesso.
L'obiettivo e' facilitare la libera comunicazione creativa tra le persone e sviluppare le proprie risorse personali.
Tratto da:
Gruppi direttivi/gruppi non direttivi: nei direttivi e' il terapeuta a dirigere la comunicazione tra le persone, e' lui quindi che fa domande, stabilisce i tempi, indica chi puo' intervenire.
Nei non direttivi la comunicazione tra le persone e' libera ed il terapeuta supervisiona la comunicazione intervenendo solo quando e' il caso di focalizzare o approfondire un argomento preciso.
Gruppi aperti/gruppi chiusi: nei gruppi aperti la persona puo' inserirsi nel gruppo ed uscire quando vuole, in quelli chiusi il lavoro di gruppo comincia e termina lo stesso giorno per tutti.
Gruppi omogenei/gruppi disomogenei: nei gruppi omogenei tutte le persone affrontano lo stesso problema, in quelli disomogenei, possono esservi persone con problemi diversi tra loro.
Gruppi verbali/gruppi agiti: nei gruppi verbali si esprimono le emozioni tramite la parola, mentre nei non verbali, le emozioni possono essere "agite" e messe in azione tramite role-playing (giochi di ruolo), o come in psicodramma tramite una sorta di "recitazione".
Gruppi di mutuo-aiuto: in questo caso puo' non c'e' un terapeuta a guidare il gruppo ma un "helper", cioe' una persona che ha affrontato in gruppo il problema e lo ha superato.
Diviene lui allora il "facilitatore della comunicazione" del gruppo.
Tra i gruppi non direttivi citiamo il T-group, definito anche "gruppo di addestramento alla sensibilita'", tecnica inventata negli anni '40 da K. Lewin.
T-group: i T-group sono esperienze di gruppo non direttive e formate da poche persone, centrate sul "qui ed ora", in cui i partecipanti si misurano con le dinamiche relazionali che stanno alla base del gruppo stesso.
L'obiettivo e' facilitare la libera comunicazione creativa tra le persone e sviluppare le proprie risorse personali.
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