l'arte come forma terapeutica
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l'arte come forma terapeutica

Arte e guarigione nel mondo antico
L’arteterapia è una disciplina basata principalmente sui campi dell’arte e della psicologia che si uniscono evolvendosi in un’unica nuova entità. Ma è arduo dire che si tratti di una pratica del tutto moderna, poiché arte e guarigione si intrecciano già nel mondo antico.
In effetti lo sviluppo dell’arteterapia intesa come disciplina organizzata può essere vista come l’applicazione formale di tradizioni umane la cui origine si perde nella notte dei tempi, influenzate dalle tendenze intellettuali e sociali dei nostri giorni.
Il desiderio dell’uomo di lasciare la propria impronta e di esprimere le immagini mentali nasce con lui; basti pensare ai graffiti rupestri, alle prime forme in terracotta, all’arte della maschera, ai riti e misteri della musica e della danza.
Gli sciamani utilizzavano già queste forme per le loro pratiche di guarigione ed in qualche paese ancora i guaritori le attuano con modalità del tutto simili, come per esempio in Sudamerica.
Tendenze del XX° secolo
Per gran parte della storia dell’uomo, la malattia mentale è stata guardata con paura e fraintendimento come manifestazione di forze sia divine che demoniache. Le tendenze della psicologia del XIX° e XX° secolo creano invece creano invece un contesto più umano per il malato psichiatrico. Freud e Kris, insieme ad altri autori contribuiscono a tale riumanizzazione teorizzando che la produzione di fantasie rivela significative informazioni sull’unicità del mondo interiore di chi le ha prodotte. Altri autori iniziano a riconoscere il potenziale dell’arte quale strumento da utilizzare nel trattamento riabilitativo.
Presto, il termine “arteterapia“ inizia ad essere utilizzato per descrivere una forma di psicoterapia che pone l’intervento a mediazione artistica, insieme a quello verbale, tra le modalità centrali di trattamento (Naumburg, 1950/1973).
Una delle tendenze che emergono con più forza in questo periodo all’interno della moderna psicologia è stata l’attenzione su metodi standardizzati di diagnosi e ricerca. Parlando dell’opera di un artista o di un individuo malato di mente, Kris (1952) pensa che entrambi mettano in atto lo stesso processo psichico e cioè “portare un’esperienza interiore, un’immagine interiore, nel mondo esterno”. Questo “metodo della proiezione” rappresenta la base concettuale per i test di disegno proiettivo che si sono evoluti in psicologia durante il XX° secolo.
per approfondimenti: artecometerapia




